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Storia di Peppe

"Nessuno guarisce nessuno, ognuno guarisce se stesso."
"Giuseppe Vessella: una storia di semplicità"


Nato nella più totale semplicità mentre sua madre lavorava nei campi; cresciuto con i morsi della fame e del freddo, quando la seconda guerra mondiale era al suo apice e l'istinto di sopravvivenza era la primaria legge di vita. Niente era sprecato e tutto era apprezzato; un pezzo di pane fatto con la farina di ghiande, una carezza di una mano stanca ma sempre amorevole alla sera prima di addormentarsi su un letto di fieno; una salsiccia "rubata" per placare li morsi dello stomaco vuoto; diventare responsabili a 8 anni, aiutando la mamma a mandare avanti una famiglia numerosa, sostituendo il padre che era sempre fuori per guadagnare un pezzo di pane.

Ma quanto amore e quanta poesia in questi semplici gesti. I sui piedi nudi hanno calcato la terra, le pietre, la neve e i suoi giochi erano un bastone di legno e le pecore dell'austero nonno. Proprio questa vita semplice ha permesso a Giuseppe di raccontarci oggi la sua infanzia esprimendo nei suoi racconti una sensibilità e un amore non comuni, come quando ci racconta delle "Cioce" le scarpette fatte con due "stringhette" e la suola di cartone, comprate dalla mamma con tanti sacrifici. Le indossava come una reliquia finchè un giorno la pioggia si è portata via la suola di cartone e il sogno di un bambino. Questa semplicità gli ha permesso di cogliere un "fiore nel ghiaccio" quel fiore che oggi è la sua anima.

Gli anni della sua adolescenza sono la risposta che se si vuole tutto è possibile e a undici anni pronuncia con estrema semplicità, chiarezza e responsabilità: "Mamma, Papà, grazie per quello che mi avete dato, ora vado a costruire la mia vita".

Da qui in poi non si è più fermato. Passano gli anni e non lascia niente al caso, ogni lavoro ( i più disparati, dal panettiere, alla fonderia, alla miniera, al lavavetri e molti altri) tutto è fatto con totale impegno e rispetto.

Finalmente a 40 anni raggiunge il lato opposto del "fiume" da cui era partito: una famiglia "ben nutrita", un lavoro ben avviato, benessere economico, una casa, una bella macchina...l'inizio della guarigione delle sue "ferite d'infanzia". Ecco il punto in cui tutti diremmo:"non gli mancava proprio niente", ma qualcosa mancava, la guarigione di quelle "ferite" nel corpo e nello spirito; ed ecco la "malattia", drastica, impietosa.

Al contrario di quello che sarebbe mentalmente logico quella che chiamiamo "malattia" è stata la sua "guarigione". Da qui in poi per 8 lunghissimi anni, Giuseppe si trova di nuovo a lottare per la vita, ma questa volta non per sopravvivere, ma per rinascere, per trovare "da solo" la "cura perfetta" custodita nelle cellule del suo cervello e nell'istinto che un'infanzia a contatto con la natura gli aveva permesso di accrescere.

Allontanando chiunque vicino a lui provasse a compatirlo con "energia di disperazione", "da solo" nel silenzio della sua stanza, ha potuto sentire la "voce del suo corpo" e le sue "richieste" e ancora inconsapevole gettava le basi di quella che oggi è la sua missione: aiutare chi chiede aiuto.

La prescrizione: pulire le tossine, disinfettare il sangue, ricostruire gli organi.
La sua medicina: autostima e nessuna pietà per l'autocommiserazione.
La sua terapia: bicicletta!

All'inizio con la bicicletta da camera fino allo stremo delle forze, per lunghi mesi, poi brevi uscite da casa per lucidare la sua bicicletta nel garage sfidando "le nuvole nere" che la sua mente immaginava fuori, infine finalmente il coraggio di ritornare nel mondo, prima pochi km poi sempre di più fino a farne 200 al giorno, affrontando l'incredibile sofferenza che una tale guarigione può dare: portare il corpo allo stremo delle forze ossigenando tutte le cellule fino a svenire. E' praticamente riuscito da solo a fare la dialisi del suo sangue.

La sua vita riprende lentamente a fluire e dopo svariati "incidenti"che lo portano a sperimentare come riabilitare da solo il corpo, l'ultima "guarigione" dopo la quale scoprirà il suo talento di terapista.

Oggi Giuseppe è un uomo sano, gioioso, vitale in poche parole un uomo che si gode una meritata vita, un uomo capace di dispensare amore, sostegno, comprensione, rispetto a chiunque gli chieda aiuto.

Oggi Giuseppe Vessella ha attorno a lui persone Libere che fanno le loro scelte seguendo ognuno la propria voce interiore e nel suo Centro, si impara prima di tutto a guarire se stessi in modo totale: nella mente, nel copro, nella coscienza e nello spirito, le parti che lui stesso ha guarito in se e come ci dice sempre lui "L'esperienza vale più di cento libri". Ora il suo lavoro è aiutarci a riscoprire il nostro individuo e il talento nascosto dentro di noi.

"Sei nato nella sofferenza e sei sopravvissuto con 10 e lode alle sfide della vita, dimostrando come è possibile, con la consapevolezza e la fiducia, ottenere il meglio da noi stessi"

Scritto da: Alessandra Palieri

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